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Interventi basati sulla mindfulness in soggetti con ADHD
05/02/2025
L'Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD), in italiano chiamato disturbo da deficit di attenzione/iperattività, è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta con sintomi caratteristici di disattenzione, iperattività e impulsività, compromettendo significativamente il funzionamento quotidiano e la qualità della vita in ambito lavorativo, scolastico e nelle interazioni sociali. I soggetti con ADHD presentano difficoltà nel mantenere l'attenzione, nell’organizzare e completare compiti, nonché nel regolare impulsi e comportamenti, mostrando spesso una scarsa capacità di pianificazione e un’elevata impulsività. La componente di iperattività si manifesta con una spiccata irrequietezza, e l’impulsività si traduce nella messa in atto di azioni senza considerare le potenziali conseguenze.
Il disturbo è spesso presente in comorbidità con altre patologie (tra cui ansia, depressione e disturbi della personalità) e questo va a complicarne ulteriormente il trattamento e la gestione.
La presenza dell'ADHD nella popolazione adulta è stimata tra il 3% e il 4%, con una prevalenza significativamente maggiore nei soggetti di sesso maschile rispetto a quelli di sesso femminile (Poissant, Mendrek, Talbot, Khoury, Nolan, 2019).
Il trattamento tradizionale dell'ADHD si basa principalmente sull’uso di psicostimolanti, che, sebbene efficaci in molti casi, non sempre sono ben tollerati, e possono essere associati a effetti collaterali significativi. Per tale motivo l’adozione di interventi alternativi, come la mindfulness, sta emergendo come un complemento terapeutico valido e volto a migliorare la regolazione emotiva e comportamentale nei soggetti affetti da ADHD.
Tuttavia, a causa della natura eterogenea del disturbo, è fondamentale documentare le differenze individuali tra i soggetti con ADHD, in quanto queste possono influire sul successo degli interventi basati sulla mindfulness (MBIs) nel ridurre i sintomi. Alcuni studi suggeriscono che gli interventi basati sulla mindfulness risultano particolarmente efficaci nel ridurre i sintomi di disattenzione, suggerendone l’efficacia per le persone con ADHD di tipo prevalentemente inattentivo (Poissant et al., 2019). È interessante notare che gli adulti, più spesso caratterizzati da disattenzione piuttosto che da iperattività, potrebbero reagire in modo diverso rispetto ai bambini, il che suggerisce che la risposta alla mindfulness possa variare in base alla fase della vita.
Inoltre, altri fattori potrebbero influire sull'efficacia della mindfulness nel migliorare il funzionamento dei soggetti con ADHD, come la durata dell'intervento, la tipologia di tecniche utilizzate e l'aderenza agli esercizi assegnati (Poissant et al., 2019).
Gli interventi basati sulla mindfulness (MBIs) si sono rivelati strumenti promettenti nel trattamento dell'ADHD negli adulti, con evidenti benefici su una serie di aspetti comportamentali e cognitivi tipicamente compromessi dalla condizione. In particolare, gli studi esaminati hanno documentato una significativa riduzione dei sintomi principali dell'ADHD, tra cui la disattenzione, l'iperattività e l'impulsività (Poissant et al., 2019).
Uno degli aspetti più rilevanti emersi da queste ricerche è la durata degli effetti positivi osservati: nonostante la limitata durata degli interventi di mindfulness, infatti, i benefici sembrano perdurare nel tempo con riduzioni dei sintomi dell'ADHD mantenute anche a distanza di 3-6 mesi dal termine dell'intervento (Poissant et al., 2019). Parallelamente, i partecipanti hanno riportato miglioramenti in altre aree significative del benessere psicologico, come il miglioramento della compassione verso se stessi e un miglioramento complessivo della salute mentale (Poissant et al., 2019). Questi risultati suggeriscono che gli MBIs non solo trattano i sintomi specifici dell'ADHD, ma contribuiscono anche al miglioramento del benessere psicologico generale degli individui.
Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti, gli interventi basati sulla mindfulness si sono dimostrati altrettanto efficaci, mostrando risultati positivi non solo nella gestione dei sintomi principali dell'ADHD, come disattenzione, iperattività e impulsività, ma anche in altri ambiti importanti per il benessere psicologico e per la quotidianità. I risultati indicano infatti miglioramenti significativi nel rendimento scolastico, nell'autocontrollo e nella qualità della vita, con effetti positivi anche sulle funzioni cognitive, come la capacità di pianificare e organizzare, e sul supporto nelle attività quotidiane (Lee, Chen & Lin, 2022).
I bambini con ADHD che partecipano a interventi basati sulla mindfulness mostrano miglioramenti nel controllo dell'attenzione e della regolazione emotiva, due aree centrali del disturbo. In particolare, gli interventi mindfulness sembrano essere particolarmente utili per ridurre l'iperattività e l'impulsività, con miglioramenti più evidenti nei bambini più grandi, suggerendo che gli adolescenti potrebbero beneficiare maggiormente degli interventi rispetto ai bambini più piccoli, probabilmente a causa di una maggiore consapevolezza dei propri sintomi e una migliore capacità di applicare le tecniche apprese (Lee, Chen & Lin, 2022).
Tuttavia, i benefici osservati non sono sempre duraturi nel tempo: gli effetti positivi tendono a diminuire nei follow-up a distanza di 1-6 mesi dalla fine dell'intervento. L'efficacia degli interventi può essere influenzata dalla frequenza e dall'impegno nella pratica mindfulness a casa, che risulta essere un elemento cruciale nel mantenimento degli effetti terapeutici (Lee, Chen & Lin, 2022).
In conclusione, nonostante i risultati promettenti emersi dai numerosi studi sugli interventi basati sulla mindfulness per il trattamento dell'ADHD negli adulti e nei bambini, è fondamentale considerare le limitazioni metodologiche di alcuni di questi: sebbene la maggior parte degli studi abbia riportato miglioramenti significativi nei sintomi del disturbo, è emerso che alcuni presentano problematiche legate al rischio di bias nella selezione dei partecipanti e alla mancanza di randomizzazione, il che potrebbe influire sull'affidabilità dei risultati. Nonostante queste criticità, i dati complessivi suggeriscono che gli interventi basati sulla mindfulness rappresentano una strategia terapeutica promettente per la gestione dell'ADHD. I benefici riscontrati, come il miglioramento nell'attenzione, il controllo degli impulsi e la riduzione dell'iperattività, insieme a un impatto positivo sul benessere emotivo, suggeriscono che la mindfulness possa essere di grande efficacia come complemento ai trattamenti tradizionali. Pertanto, sebbene siano necessari ulteriori studi per confermare l'efficacia degli MBIs, i risultati attuali sono incoraggianti e suggeriscono il loro potenziale valore nel trattamento dell'ADHD.
A cura di APL